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BOLLINGER GRANDE ANNE 2012 ROSE' CL 75

BOLGERO
Champagne
BOLLINGER
CHAMPAGNE
BOLLINGER
CHARDONNAY, PINOT NOIR
750
12,00
22
€ 229,00

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CURIOSITÀ PRODOTTO

6 febbraio 1829: nasce Bollinger

È la data di costituzione ad Aÿ, in rue de l’Huilierie 16 (dove rimarrà per 18 anni), della società Renaudin-Bollinger, da parte dell’oriundo tedesco Joseph Jacob Placide – detto Jacques – Bollinger e dei suoi due soci, Athanase Louis Emmannuel Hennequin, comte de Villermont, nobile proprietario viticolo della zona e futuro suocero di Jacques, e Paul Levieux Renaudin, enologo con esperienze in Ruinart e amico del nobiluomo. Nel corso dei trent’anni successivi, scompariranno sia de Villermont, sia Renaudin e, non avendo nessuno dei due altri eredi, rimarrà solo monsieur Bollinger a guidare la maison. Che andrà avanti di padre in figlio fino al 1941, quando scompare prematuramente Jacques II (Joseph-Jacques-Marie) Bollinger, nipote del fondatore. A costui si deve la costituzione come ‘monopole’ del vigneto Côte aux Enfants, avendo acquistato nel corso degli anni ‘20 parcella dopo parcella, per un totale di 50 (!), da diversi proprietari, fino a farlo diventare, nel 1931, quel gioiello di 4 ettari che conosciamo oggi. Nel frattempo, però, suo padre Georges aveva brillantemente guidato ed espanso la maison, passando pure attraverso una serie incredibile di tragedie quali la fillossera (è lui a ripiantare i vigneti, ma l’opera è di tale entità che sarà terminata solo dal figlio nel 1920), la rivolta del 1911 (che colpì duramente Aÿ risparmiando solo Bollinger proprio per la grande reputazione di Georges!) e la I Guerra Mondiale.
Morto dunque Jacques II, Bollinger passa in mano alla moglie, la scozzese d’origine Elisabeth Law de Lauriston-Boubers, meglio nota come M.me Bollinger: è una delle tante vedove di Champagne, ma, proprio come le altre, è una figura eccezionale, che porterà la maison dritta nel mito e contribuirà a fare grande il nome dello champagne! Non a caso, sarà ricordata come la ‘grande signora della Champagne’… A ogni modo, è lei ad espandere il patrimonio dei vigneti, a inventare due capolavori quali l’R.D. e il Vieilles Vignes Françaises, a implementare lo stock di vins de réserve, tra l’altro abbandonando definitivamente le bottiglie in favore esclusivamente dei magnum, a salvare le cantine dai tedeschi durante l’occupazione nazista, a far controllare lo stato e ritappare tutte le vecchie bottiglie. Unica sua pecca – se così si può dire… – il non aver mai voluto un rosé in gamma: popolarissimo negli anni ’60, per M.me Bollinger il rosé rimaneva lo champagne dei bordelli di lusso, per questo non permise mai fosse prodotto.

Più che altro, però, oggi è ricordata per un suo celebre detto: “Bevo champagne quando sono felice e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando sono in compagnia lo considero imprescindibile. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco mai, a meno che non abbia sete”.

Muore serenamente nel 1977, a 78 anni, non prima di aver passato la maison ai nipoti, non avendo figli, nel 1971

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